28.10.2026 · Siti web · 12 min di lettura
Rifare il sito a Lecce: con chi si parla, quanto si aspetta, cosa si firma
Che cosa accade fra la prima telefonata e la pubblicazione: gli incontri, le dieci settimane una per una, i ruoli che toccano il sito, le sei clausole da pretendere e chi aggiorna dopo.
Rifare il sito di un'azienda a Lecce richiede in media tre incontri e dieci settimane: uno per capire che cosa vende l'azienda, uno per approvare la grafica, uno per la consegna. Nel contratto devono esserci i file sorgente, le credenziali, chi aggiorna dopo e per quanto tempo.
Come comincia: il primo incontro
Il primo incontro dura un'ora, è gratuito e non serve a vedere un sito: serve a capire che cosa vende l'azienda e a chi. È la parte che chi compra un sito si aspetta di meno e che decide più di tutte, perché un sito costruito senza questa conversazione è una brochure con un menu.
Che cosa chiediamo, in quest'ordine: che cosa vendi esattamente, chi compra oggi, da dove arrivano i clienti adesso — passaparola, fiere, portali, telefonate — quale servizio ha il margine migliore, e quale cliente vorresti avere e oggi non hai. Le ultime due domande sono quelle che spostano il progetto: un sito si costruisce intorno a quello che vuoi vendere di più, non intorno all'organigramma.
Che cosa conviene portare: l'elenco dei servizi come compaiono nei tuoi preventivi, due o tre nomi di concorrenti che ti preoccupano, gli accessi al sito attuale se esiste, e l'elenco di chi in azienda potrà dedicare tempo al progetto. Quest'ultimo punto non è formale: nei nostri progetti che si allungano, la causa è quasi sempre che nessuno in azienda aveva il tempo di raccogliere i contenuti.
Che cosa non serve portare: un'idea di come dovrebbe essere la grafica, l'indirizzo di un sito che ti piace, un elenco di funzioni. Arrivano dopo, e se arrivano prima orientano il lavoro verso l'aspetto quando la domanda è ancora un'altra.
Noi stiamo in via Cesare Abba 46, a Lecce, e l'incontro si fa in sede o nella tua azienda. Vedere il posto in cui si lavora, il magazzino, il laboratorio, serve: è lì che si trovano le fotografie vere e le tre cose che nessun concorrente può dire. Chi scrive «lecce» dentro una ricerca su Google di solito vuole esattamente questo, qualcuno con cui parlare di persona, e ha ragione: un sito si decide meglio in un'ora davanti a un tavolo che in dieci mail.
Da fare dopo il primo incontro, prima di chiedere il preventivo: scrivi in cinque righe che cosa vuoi che faccia il sito. Non «essere moderno»: «far arrivare richieste di preventivo per la posa, dalle imprese edili della provincia». Quelle cinque righe, consegnate a chiunque faccia il preventivo, cambiano il documento che ricevi: le voci si legano a un obiettivo e diventa possibile dire se una pagina serve o no.
Le dieci settimane, settimana per settimana
I tempi che pubblichiamo nella pagina del preventivo sono questi: un sito vetrina fino a otto pagine richiede dalle quattro alle sei settimane dall'approvazione della grafica, un sito aziendale con una pagina per servizio dalle otto alle dodici, in media dieci. Lo schema che segue è quello che usiamo, e la variabile che lo allunga non è mai lo sviluppo: sono i contenuti da raccogliere.
| Settimana | Che cosa accade | Che cosa serve da te |
|---|---|---|
| 1 | Incontro di apertura, elenco delle pagine, decisione su quale servizio è il primo | Due ore di una persona che conosce i clienti |
| 2 | Struttura del sito e dei menu, ricerca delle frasi su cui puntare | Niente: lavoriamo noi |
| 3 | Grafica della home e di una pagina servizio | Marchio in formato originale, materiali esistenti |
| 4 | Revisione della grafica e approvazione | Una riunione e una decisione. Qui si decide, non si rimanda |
| 5-6 | Costruzione del sito, impianto delle pagine, versione per telefono | Testi e fotografie: è la settimana in cui si accumulano i ritardi |
| 7 | Scrittura o revisione dei testi delle pagine servizio | Risposte precise su prezzi, tempi e garanzie |
| 8 | Privacy, cookie, misurazione, moduli, controlli di velocità | Dati aziendali completi per i documenti di legge |
| 9 | Collaudo su telefono e computer, rinvii dagli indirizzi vecchi, correzioni | Due persone che provano il sito e segnalano quello che non torna |
| 10 | Pubblicazione, formazione all'uso del pannello, consegna delle credenziali | Un'ora e mezza di chi aggiornerà il sito |
Due settimane di questo calendario dipendono quasi solo da te, la quarta e la sesta. Sulla quarta: una grafica approvata con riserva e poi riaperta sposta tutto il resto in avanti di due settimane, perché le pagine successive si costruiscono su quella decisione. Sulla sesta: le fotografie sono il ritardo più comune di tutti, e si evita fissando mezza giornata di scatti già nella prima settimana, con una data vera in calendario.
Da fare prima di cominciare: scegli in azienda una persona che decide e che ha due ore alla settimana. Non un comitato. I progetti che arrivano in dieci settimane hanno un nome accanto; quelli che arrivano in sei mesi hanno una casella di posta condivisa.
[Calendario con le date vere di un progetto salentino concluso: da chiedere al cliente l'autorizzazione a pubblicarlo.]
Chi tocca il tuo sito
Siamo quattordici persone, e un sito passa per cinque mani diverse. Vale la pena saperlo perché cambia il modo di fare le domande: molte richieste che arrivano «all'agenzia» hanno un destinatario preciso, e passare da quello giusto fa risparmiare giorni.
Chi raccoglie le informazioni è la persona che ha fatto il primo incontro e che resta il tuo riferimento per tutto il progetto. È quella a cui si scrive quando qualcosa non torna.
Chi progetta la struttura e la grafica decide quante pagine esistono, come si chiamano e che aspetto hanno. Non lavora sul gusto: lavora sul percorso che fa chi arriva da Google su una pagina interna e deve arrivare al modulo.
Chi costruisce il sito trasforma la grafica in pagine che funzionano, pesano poco e si aggiornano dal pannello. È la persona che decide anche quanti componenti installare, cioè quanto il sito sarà lento fra due anni.
Chi scrive trasforma le risposte dell'azienda in pagine che rispondono a una domanda per volta. Se i testi li scrive l'azienda, questa persona li rilegge e li riordina, e il progetto costa meno.
Chi segue la visibilità e la misurazione sceglie le frasi su cui puntare, controlla i rinvii dalle pagine vecchie e imposta la misurazione delle richieste. È la figura che manca nei progetti in cui, il mese dopo la pubblicazione, nessuno sa dire quante richieste sono arrivate dal sito.
Accanto a queste ci sono le persone che fanno fotografie e video e la stamperia interna, che serve quando il sito nuovo porta con sé un'immagine nuova anche fuori dallo schermo: insegne, materiali, pieghevoli. Avere la stampa in casa evita il giro di fornitori che si rimandano i file.
Una conseguenza pratica di questa divisione: quando chiedi un cambiamento, dire a che categoria appartiene fa risparmiare giorni. «Questo testo è sbagliato» va a chi scrive e si risolve in un'ora. «Il modulo non arriva» va a chi costruisce ed è urgente. «Non compariamo su questa ricerca» va a chi segue la visibilità e non si risolve in un'ora, si risolve in un trimestre. Le richieste generiche girano fra tre persone prima di trovare la propria, e intanto passano due giorni.
Da chiedere a qualunque agenzia, con queste parole: «chi di voi scrive i testi e chi imposta la misurazione delle richieste?». Se le due risposte sono la stessa persona che fa anche la grafica e lo sviluppo, non è un difetto in sé, ma vuol dire che il progetto dipende dalla disponibilità di una persona sola.
Che cosa c'è nel contratto
Sei clausole, e valgono con qualunque fornitore, non solo con noi. Nessuna costa niente a chi lavora bene: sono fastidiose solo per chi conta di tenerti legato.
- Chi è intestatario di dominio e hosting. Devono essere intestati alla tua azienda, non al fornitore. Si verifica dopo la pubblicazione chiedendo di entrare nei due pannelli con le proprie credenziali.
- Consegna dei file e del codice. Alla fine del lavoro, i file del sito e i materiali grafici in formato modificabile sono tuoi, consegnati e non «disponibili su richiesta».
- Che cosa comprende il prezzo, voce per voce. Numero di pagine, chi scrive i testi, chi fa le fotografie, migrazione dei contenuti, rinvii dagli indirizzi vecchi, documenti di privacy e cookie, formazione, assistenza del primo anno.
- Tempi e condizioni che li sospendono. Le dieci settimane valgono se i contenuti arrivano: il contratto deve dire che cosa succede se non arrivano, da entrambe le parti.
- Costo delle modifiche dopo la consegna. Una tariffa oraria o un pacchetto di ore, scritta prima. È la voce che trasforma il preventivo più basso nel più caro.
- Che cosa accade alla fine del rapporto. Credenziali consegnate, nessun blocco, nessun canone che si porta via il sito se non viene rinnovato.
Da fare prima di firmare: chiedi che queste sei voci siano nel documento, non nella mail di accompagnamento. Chi lavora in modo trasparente le aggiunge in dieci minuti.
I file e le credenziali sono tuoi: mettilo per iscritto
È la clausola che recuperiamo più spesso nei lavori che arrivano da altri, e il motivo per cui la trattiamo a parte. Quando un'azienda ci chiede di rifare il sito e scopriamo che il dominio è intestato al fornitore precedente, il progetto si ferma prima di cominciare: il dominio è il nome dell'azienda su internet, e il trasferimento richiede la collaborazione di chi lo detiene. Se il rapporto è finito male, quella collaborazione può non arrivare.
L'elenco di quello che devi avere in mano, con nome e password, è corto: il pannello dove è registrato il dominio, il pannello dell'hosting, l'accesso di amministratore al sito, l'accesso ad Analytics e a Search Console come proprietario — non come utente invitato — e le caselle di posta. Sul nostro sito la risposta a questa domanda è pubblicata nella pagina del preventivo da prima che qualcuno la facesse: dominio, hosting, sito e profili sono intestati al cliente, e se un domani cambia fornitore porta via tutto senza chiedere niente.
Da fare oggi, se il tuo sito esiste già: prova a entrare nei cinque pannelli con le tue credenziali. Se non ne hai nemmeno uno, questa è la cosa più urgente del tuo sito, prima della grafica e prima della velocità.
Quanto costa a Lecce e perché non è come altrove
I nostri prezzi sono pubblicati e sono questi: un sito vetrina fino a otto pagine, con design costruito sul marchio, struttura pensata per farsi trovare, privacy e misurazione a norma e formazione alla consegna, parte da 2.500 €. Un sito aziendale con una pagina per servizio, blog, contenuti scritti da noi e integrazioni con gli strumenti che già usi parte da 5.000 €. Sopra, quando servono più lingue, prenotazioni, aree riservate o il collegamento al gestionale, si quota sul progetto, perché a quel punto è software.
Sui prezzi medi di altre piazze non diciamo numeri, perché non ne abbiamo di verificabili e sarebbe un confronto costruito a tavolino. Quello che si può dire con certezza è da che cosa dipende la differenza, e sono tre cose.
Il costo delle persone. I costi di struttura di un'agenzia non sono gli stessi in tutta Italia, e a parità di lavoro questo si riflette sul preventivo. Di numeri su altre piazze non ne diamo, perché non ne abbiamo di verificabili: quello che possiamo dire è che la qualità del risultato dipende da chi fa il lavoro, non dalla città in cui ha la sede.
La vicinanza. Tre incontri di persona in dieci settimane sono possibili se il fornitore è a mezz'ora. Non è un dettaglio romantico: le fotografie vere, le visite in azienda e le decisioni prese in una riunione invece che in tre scambi di mail accorciano i tempi e migliorano i contenuti.
La conoscenza del mercato locale. Chi lavora qui sa come cercano i clienti del Salento, quali settori contano — turismo, nautica, agroalimentare, artigianato — e quali portali e associazioni pesano in quei mondi. È il tipo di informazione che non si compra con un abbonamento a uno strumento. I lavori che abbiamo fatto su questo territorio sono raccontati nella pagina della web agency in Salento, con i settori e i numeri dei casi.
Da chiedere a qualunque preventivo, per renderlo confrontabile: a quanto corrisponde in giornate di lavoro e come sono divise fra grafica, costruzione, testi e visibilità. Due preventivi con lo stesso totale e una divisione molto diversa stanno vendendo due cose diverse.
Dopo la pubblicazione: chi aggiorna
Il giorno della pubblicazione il lavoro non finisce: comincia la parte che decide se il sito porterà clienti. Tre cose vanno decise prima, non dopo.
Chi carica le novità. Se è una persona in azienda, va formata il giorno della consegna, con un'ora e mezza di affiancamento sul sito vero e non su una presentazione. Se non c'è nessuno, va messo a contratto un pacchetto di ore, altrimenti il sito resta identico per tre anni ed è il modo più rapido di sprecare quello che è stato speso.
Chi fa gli aggiornamenti tecnici. La piattaforma e i componenti vanno aggiornati, le copie di sicurezza vanno fatte e soprattutto verificate: una copia che nessuno ha mai provato a ripristinare non è una copia. È il contenuto della manutenzione, e va scritto chi la fa e con quale frequenza.
Chi guarda i numeri. Ogni mese, tre numeri: clic da Google, richieste arrivate, pagine che le portano. Senza questo, fra sei mesi la discussione sul sito sarà un'opinione contro un'altra. Come lavoriamo noi su un sito nuovo, dalla struttura alla misurazione, è nella pagina della realizzazione di siti web.
Le tre domande da fare a chiunque incontri in Salento
Funzionano con noi e con qualunque altro fornitore, e le risposte dicono più di un portfolio.
- «Fatemi vedere un sito che avete fatto tre anni fa e ditemi quante richieste porta oggi.» Un sito di tre anni fa che funziona ancora dimostra due cose: che era costruito bene e che qualcuno lo ha seguito. Chi mostra solo lavori degli ultimi sei mesi, o non ne ha di più vecchi, o non sa come sono andati.
- «Chi scrive i testi, e chi mi fa le domande per scriverli?» La risposta giusta prevede una o due sessioni di domande all'azienda. Se i testi li scrive qualcuno senza parlare con chi vende, saranno testi che vanno bene per chiunque.
- «Dopo la consegna, a chi scrivo e in quanto tempo risponde?» Un nome e un tempo. Se la risposta è vaga, lo sarà anche l'assistenza, e l'assistenza è la parte del rapporto che dura più a lungo del progetto.
Una quarta, facoltativa ma rivelatrice: chiedi di vedere il pannello con cui aggiornerai il sito, prima di firmare. Dieci minuti di dimostrazione dicono se potrai cambiare un prezzo da solo o se dovrai chiamare.
Se vuoi vedere come abbiamo lavorato prima di parlare con noi, i progetti con i numeri e le fonti sono nella pagina del portfolio. Poi vieni a trovarci: il primo incontro è gratuito e dura un'ora, in sede a Lecce o nella tua azienda.
Domande frequenti
Domande frequenti
Quanto tempo serve per rifare il sito di un'azienda?
Un sito vetrina fino a otto pagine richiede dalle quattro alle sei settimane dall'approvazione della grafica; un sito aziendale con una pagina per servizio dalle otto alle dodici, in media dieci. La variabile che allunga i tempi non è lo sviluppo: sono testi e fotografie da raccogliere.
Quante riunioni servono?
Tre bastano: una di apertura per capire che cosa vende l'azienda, una per approvare la grafica, una per la consegna e la formazione. Le altre comunicazioni si fanno per iscritto. Serve però una persona in azienda che decide e che abbia due ore alla settimana.
Quanto costa un sito a Lecce?
I nostri prezzi sono pubblicati: da 2.500 € un sito vetrina fino a otto pagine, da 5.000 € un sito aziendale con una pagina per servizio, blog e contenuti scritti. Più lingue, prenotazioni, aree riservate o il collegamento al gestionale si quotano sul progetto.
Il dominio e il sito restano miei?
Devono esserlo, con qualunque fornitore. Dominio, hosting, accesso di amministratore al sito, Analytics e Search Console come proprietario e le caselle di posta vanno intestati alla tua azienda, e le credenziali consegnate alla fine del lavoro. Va messo per iscritto nel contratto.
Che cosa devo portare al primo incontro?
L'elenco dei servizi come compare nei tuoi preventivi, due o tre concorrenti che ti preoccupano, gli accessi al sito attuale e il nome della persona che in azienda seguirà il progetto. Non serve portare idee sulla grafica: arrivano dopo.
Chi aggiorna il sito dopo la pubblicazione?
Va deciso prima della consegna. Se è una persona in azienda, va formata il giorno della pubblicazione con un'ora e mezza sul sito vero. Se non c'è nessuno, serve un pacchetto di ore a contratto, altrimenti il sito resta identico per anni.
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