Confronto fornitori · Preventivi · Web marketing
Agenzie di web marketing: come si confrontano, voce per voce
Hai due o tre preventivi scritti in modi diversi e non riesci a confrontarli. Qui ci sono le voci che li rendono comparabili, le sette domande da fare prima di firmare, i segnali di una proposta fumosa e i prezzi di partenza veri per calibrare le offerte.
Per chi è
Ti riconosci in una di queste situazioni?
Hai tre preventivi e nessuno è scritto come gli altri
Le voci con cui riscriverli su una riga sola, da chiedere a tutti e tre
Un fornitore ti chiede una cifra unica «tutto compreso»
Budget pubblicitario e canone di gestione su due righe separate: è la voce che nasconde di più
Ti hanno promesso risultati garantiti
Nessuno può garantire posizioni o vendite: si garantisce un metodo e una misurazione
Non sai chi farà materialmente il lavoro
Nomi e ruoli chiesti prima di firmare: se non arrivano, il lavoro probabilmente esce dall'azienda
Hai paura di restare legato per dodici mesi
Durata del vincolo e preavviso scritti, e un primo mese che consegna qualcosa di misurabile
Il metodo
Come lavoriamo, passo dopo passo
- 01
Capire con chi parli
Canale singolo, full service, consulente, rivenditore o agenzia che costruisce: sono mestieri diversi
- 02
Rendere comparabili i preventivi
Far riscrivere tutte le offerte con le stesse otto voci, invece di chiedere uno sconto
- 03
Fare le sette domande
Mezz'ora al telefono, ascoltando le risposte più del tono
- 04
Controllare i segnali
Promesse garantite, nessun numero, prezzo unico, copertura al posto delle richieste, vincolo lungo
- 05
Decidere con il budget davanti
Verificare che il budget pubblicitario minimo ci sia: se non c'è, le campagne non sono il lavoro giusto adesso
Risultati, non promesse
Cosa abbiamo fatto per chi si è fidato
Dicono di noi
Cosa dicono i clienti
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Perché Moviweb
Perché questa pagina è scritta così
Non vende in prima riga
Chi confronta non sta cercando noi: una pagina che gli propone un preventivo alla terza riga non gli serve
I numeri ci sono
I prezzi di partenza sono scritti, perché ti servono per calibrare le offerte che hai in mano, anche se scegli un altro
Dice anche quando non servire
Tre casi in cui un consulente o un'agenzia specializzata costano meno e bastano
Un caso con la fonte
531 contatti a meno di 2 € in due mesi, con scritto da dove viene il numero e su che periodo
Niente promesse garantite
Non si possono fare, e un fornitore che le fa è il primo segnale da controllare
Confrontare le agenzie in breve
ParliamoneSe sei qui probabilmente hai due o tre proposte sul tavolo e non riesci a confrontarle, perché nessuna è scritta come le altre: una parla di «pacchetto social», una di «gestione advertising», una ti chiede 1.200 € al mese senza dire quanto va in pubblicità. Questa pagina non serve a venderti noi: serve a darti le voci con cui mettere quei preventivi su una riga sola e capire quale costa di più davvero.
Lo scriviamo noi, che siamo una di quelle agenzie, e ha senso dirlo subito: alla fine c'è un paragrafo su dove stiamo e in quali casi non siamo l'agenzia giusta. Tutto quello che viene prima funziona anche se non ci chiami mai.
Che tipi di agenzia esistono, in pratica
Parliamone«Agenzia di web marketing» è un'etichetta che copre mestieri molto diversi. Riconoscere con quale stai parlando risolve metà dei malintesi.
L'agenzia specializzata su un canale. Fa solo annunci su Google, o solo social, o solo email, e di solito lo fa meglio di chiunque altro. Conviene quando sai già qual è il tuo canale e ti serve profondità. Il rischio è che, chiunque tu sia, la risposta sarà quel canale: quando l'unico attrezzo è un martello, ogni problema sembra un chiodo.
L'agenzia che fa tutto. Annunci, social, contenuti, email, a volte anche il sito. Conviene quando non sai da dove partire e ti serve qualcuno che decida l'ordine. Il rischio è la superficialità: «facciamo tutto» a volte vuol dire «subappaltiamo tutto», e allora stai pagando un intermediario per coordinare fornitori che non conosci.
Il consulente o il freelance. Una persona sola, spesso molto brava e molto più economica. Conviene per lavori circoscritti e per avere un parere indipendente. Il limite è strutturale: una persona non copre contemporaneamente strategia, grafica, video, sviluppo e campagne, e quando va in ferie o si ammala il lavoro si ferma.
Il rivenditore. Vende marketing ma non lo fa: passa tutto a terzi e mette il suo margine. A volte funziona, ma devi saperlo, perché cambia chi risponde quando c'è un problema e quanto ci vuole. Si scopre con la domanda numero tre dell'elenco più sotto.
L'agenzia che ha dentro anche chi costruisce. Sviluppatori, designer e chi scrive stanno nella stessa azienda di chi fa le campagne. Conviene quando il lavoro tocca il sito, e tocca il sito quasi sempre. Il limite è che costa più di un freelance e non serve se ti occorre solo una mano su una campagna già impostata.
Le voci che rendono comparabili due preventivi
ParliamoneQuesta è la parte utile. Se chiedi che ognuna di queste righe sia scritta nero su bianco, due preventivi diventano confrontabili anche se sono scritti in due lingue diverse. Se un fornitore si rifiuta di scriverne una, hai già un'informazione.
| Voce | Perché cambia il confronto |
|---|---|
| Budget pubblicitario e canone di gestione, su due righe separate | È la voce che nasconde di più. «900 € al mese tutto compreso» può voler dire 250 € in pubblicità e 650 di gestione, oppure il contrario |
| Chi produce foto, video e testi | È la differenza di prezzo più grande fra due proposte di social. Se li fornisci tu il costo cala, ma poi devi produrli davvero |
| Quante campagne, quante uscite, quante pagine al mese | Senza un numero, «gestione continuativa» non è misurabile e non è esigibile |
| A chi sono intestati gli account Google Ads e Meta | Se sono dell'agenzia, quando cambi fornitore perdi lo storico — ed è lo storico che fa funzionare le offerte automatiche |
| Chi costruisce la pagina su cui atterrano le campagne | Se la campagna è di uno e la pagina di un altro, quando non arrivano richieste non si capisce di chi è il problema |
| Se il tracciamento delle conversioni è incluso o si paga a parte | Senza misurazione non si può giudicare la campagna: è la prima spesa, non un extra |
| Durata del vincolo e preavviso per uscire | Dodici mesi non rimborsabili e tre mesi di preavviso sono due proposte molto diverse a parità di canone |
| Che cosa c'è nel report e ogni quanto arriva | «Report mensile» può essere una schermata esportata o un numero di richieste con il costo accanto |
Un consiglio pratico: non chiedere uno sconto, chiedi che il preventivo sia riscritto con queste righe. Spesso il prezzo non cambia e la proposta migliora, perché scrivere le cose costringe a pensarle.
Le sette domande da fare prima di firmare
ParliamoneSi fanno al telefono, in mezz'ora, e si ascoltano le risposte più che il tono con cui arrivano.
- Quanto del canone va in pubblicità e quanto a voi? Una risposta che non separa le due cifre è già una risposta.
- Quanto costa oggi un contatto ai vostri clienti in un settore come il mio? Non serve il numero esatto: serve capire se qualcuno lo misura.
- Chi fa materialmente il lavoro, e come si chiama? Se la risposta è «un team di esperti», chiedi i nomi e i ruoli. Se non arrivano, probabilmente il lavoro esce dall'azienda.
- Gli account pubblicitari a chi restano se smettiamo? La risposta giusta è «a te», e si fa scrivere nel contratto.
- Che cosa accade nel primo mese? Se la risposta non contiene la parola misurazione o tracciamento, le campagne partiranno al buio.
- Che cosa serve da noi, ogni mese, perché il lavoro vada avanti? Un fornitore onesto ti dice che serve del tuo tempo. Quello che dice «niente, pensiamo a tutto noi» ti sta preparando un ritardo.
- Quando mi direte di smettere? Chiedi a quale numero deciderebbero di chiudere un canale. Chi non ha una soglia non chiuderà mai niente.
Se ti serve una lista più larga, che vale per qualunque fornitore digitale e non solo per le campagne, abbiamo scritto anche questa.
Cinque segnali che una proposta è fumosa
ParliamoneNon sono prove di malafede: sono punti su cui chiedere un chiarimento prima di firmare.
- Promette posizioni o risultati garantiti. Nessuno può garantire una posizione nei risultati non a pagamento, e nessuno può garantire un numero di vendite. Si può garantire un metodo e una misurazione.
- Non c'è un numero in tutto il documento. Né un budget minimo, né quante uscite, né che cosa si misura: solo aggettivi.
- Il prezzo è uno solo per tutto. Una cifra unica che copre pubblicità, contenuti, grafica e gestione è comoda per chi la scrive e inverificabile per chi la paga.
- Si parla di copertura e di «mi piace» invece di richieste. Sono numeri veri ma non pagano gli stipendi: la domanda è quante persone hanno chiesto un preventivo.
- Il vincolo è lungo e il primo mese non prevede niente di misurabile. Dodici mesi firmati prima di aver visto un dato sono un salto nel buio pagato da te.
Quanto si spende, per non partire al buio
ParliamoneLa maggior parte dei siti di agenzia non scrive nessun numero. Noi scriviamo i nostri, perché serve a te per calibrare le offerte che hai in mano, anche se poi scegli un altro fornitore.
| Che cosa | Da | Nota |
|---|---|---|
| Budget Google Ads, un servizio in una zona | 300 € al mese | Sotto questa cifra non si raccolgono dati sufficienti per capire se funziona |
| Budget Google Ads, più servizi o tutta Italia | 800 € al mese | Il budget va alla piattaforma, non all'agenzia |
| Budget Google Ads per un negozio online | 1.000 € al mese | Con un catalogo serve più copertura |
| Gestione delle campagne | si quota sul progetto | Dipende da quante campagne, quanti mercati e quante lingue: non esiste un numero onesto valido per tutti |
| Gestione social | si quota sul progetto | Dipende dalle uscite al mese e da chi produce foto e video |
| SEO | 400, 800 o 1.000 € al mese | Secondo quanto contenuto si produce e quanta autorevolezza si costruisce |
| Sito vetrina / sito aziendale | 2.500 € / 5.000 € | Spesso è la spesa che va fatta prima delle campagne |
| Negozio online essenziale / completo | 4.000 € / 8.000 € | Prezzi di partenza, pubblicati |
Le pagine con i numeri per esteso sono Google Ads, gestione social, SEO, sito web e negozio online. Sulla gestione delle campagne non scriviamo una cifra di partenza, e non vogliamo far finta del contrario: un numero finto in cima alla pagina ti farebbe perdere tempo invece di risparmiartelo.
Un criterio per leggere le offerte che hai: se il canone di gestione supera il budget pubblicitario non è automaticamente sbagliato, su progetti piccoli accade, ma deve essere giustificato da lavoro che si vede — contenuti prodotti, pagine costruite, prove fatte. Se il canone è alto e l'unica cosa consegnata è un report, stai pagando la supervisione di un budget che non c'è.
Che cosa cambia se l'agenzia ha dentro anche chi costruisce
ParliamoneÈ il criterio di confronto che quasi nessuno ti dirà, perché divide il mercato in due. Le campagne portano persone su una pagina; se quella pagina non è fatta per chiedere qualcosa, il budget si consuma e non resta niente. Quando campagne e pagina sono di due fornitori diversi, il mese in cui le richieste non arrivano comincia una discussione che non si chiude: chi porta il traffico dice che la pagina non converte, chi ha fatto la pagina dice che il traffico è sbagliato.
Quando stanno nella stessa azienda, quella discussione non esiste perché non c'è nessuno a cui dare la colpa. Nel confronto, la domanda da fare è semplice: chi costruisce la pagina su cui atterra la campagna, e se non converte chi la cambia e in quanto tempo?
E noi dove stiamo, detto con un numero
ParliamoneSiamo l'ultimo dei cinque tipi: quattordici persone a Lecce, con sviluppatori, designer, chi scrive e chi gira i video nella stessa azienda di chi fa le campagne. Un numero per dire come misuriamo: per Marina di Brindisi, un porto turistico con 638 posti barca, in due mesi di campagna sono arrivati 531 contatti qualificati a meno di 2 € ciascuno, da Italia ed estero. Fonte: report interno campagne Meta, primavera/estate 2026. Non è una media del nostro lavoro ed è sbagliato leggerlo così: è un caso, con la fonte, in un settore preciso.
Che cosa facciamo sta in la pagina del web marketing, con Google Ads, Meta e social advertising, social media marketing, email marketing e lead generation. Gli altri lavori, con le fonti accanto a ogni numero, stanno in casi studio.
Quando non siamo l'agenzia giusta. Se hai già un reparto marketing interno e ti serve solo una mano operativa su campagne già impostate, un consulente costa meno e ti basta. Se il tuo canale è uno solo e lo conosci, un'agenzia specializzata su quel canale andrà più a fondo di noi. E se il budget pubblicitario che puoi mettere è sotto i 300 € al mese, il lavoro giusto non sono le campagne: è farsi trovare su Google, che è più lento e non si spegne quando smetti di pagare.
Da dove si parte
ParliamoneSe stai confrontando, la cosa più utile che possiamo darti è mezz'ora di telefonata in cui guardiamo i preventivi che hai e ti diciamo quali voci mancano, anche se poi scegli uno degli altri. Per te è il modo più rapido di non firmare qualcosa che fra tre mesi non si potrà misurare. Si parte da qui.
Se invece hai già deciso che ti serve una stima nostra, la stima del costo per richiesta è gratuita e arriva prima di qualunque firma.
Certificazioni e piattaforme
Strumenti che usiamo ogni giorno, anche per noi
- Google AdsAdvertising
- Meta BusinessAdvertising
- SemrushSEO
- Google Analytics 4SEO e misurazione
- WooCommerceE-commerce
- PrestaShopE-commerce
- BrevoEmail marketing
- iubiubendaPrivacy e cookie
Domande frequenti
Domande frequenti · Confrontare le agenzie
Quanto dovrei spendere al mese per il web marketing?
Dipende da quanto vale per te un cliente nuovo, non da una tabella. Quello che si può dire è il minimo sotto cui non vale la pena: per un servizio in una zona servono almeno 300 € al mese di budget pubblicitario, 800 € per più servizi o per tutta Italia, 1.000 € per un negozio online. Sotto quelle cifre non si raccolgono dati sufficienti per capire se funziona.
Perché nessuno scrive il prezzo della gestione?
Perché un prezzo unico onesto non esiste: seguire una campagna su una provincia e seguirne dodici su quattro mercati sono due lavori diversi. Noi scriviamo «si quota sul progetto» e lo quotiamo dopo mezz'ora. Quello che devi pretendere, da chiunque, è che nel preventivo la gestione sia su una riga separata dal budget pubblicitario.
Meglio un'agenzia o un consulente freelance?
Un consulente costa meno ed è spesso molto bravo: conviene per lavori circoscritti, per un parere indipendente o se hai già un reparto marketing interno. Un'agenzia conviene quando il lavoro tocca più mestieri insieme — campagne, pagina di atterraggio, contenuti, grafica — perché una persona sola non li copre tutti e quando si ferma si ferma il lavoro.
Come capisco se un'agenzia subappalta il lavoro?
Chiedi i nomi e i ruoli delle persone che lavoreranno al tuo progetto, e controlla se compaiono sul loro sito. Se la risposta resta «un team di esperti» anche dopo che hai chiesto, il lavoro probabilmente esce dall'azienda. Non è necessariamente un problema, ma cambia chi risponde quando qualcosa non va e quanto ci vuole.
È normale firmare per dodici mesi?
Succede spesso ed è accettabile solo se il primo mese consegna qualcosa di misurabile e se il preavviso per uscire è ragionevole. Il motivo tecnico esiste: le campagne hanno bisogno di qualche mese per raccogliere dati e la SEO di più. Il motivo sbagliato è legarti prima che tu abbia visto un numero. Chiedi come si esce, e fattelo scrivere.
Gli account pubblicitari devono essere miei?
Sì, e vale la pena insistere. L'account Google Ads e quello Meta vanno intestati alla tua azienda, con l'agenzia che lavora da gestore. Se sono dell'agenzia, quando cambi fornitore perdi lo storico delle conversioni — ed è quello storico a far funzionare le offerte automatiche, quindi perderlo significa ripartire da zero e pagare di più per gli stessi contatti.
Che differenza c'è fra copertura, clic e richieste?
La copertura dice quante persone hanno visto qualcosa, i clic quante sono arrivate sul sito, le richieste quante hanno compilato il modulo o telefonato. Solo l'ultima si può confrontare con il fatturato. Un report che si fermi ai primi due numeri non ti permette di decidere niente: la domanda da fare ogni mese è quante richieste sono arrivate e quanto è costata ciascuna.
Se il budget è piccolo, meglio provare tutti i canali o uno solo?
Uno solo. Spalmare 400 € al mese su Google, Meta e TikTok produce tre esperimenti inconcludenti e nessuna risposta. Si sceglie il canale dove sta la domanda, si tiene per tre mesi con abbastanza budget da misurare, e poi si decide se aggiungere il secondo. Se nemmeno un canale regge il minimo, conviene partire dal farsi trovare su Google, che è più lento e non si spegne.
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