28.10.2026 · SEO · 12 min di lettura

Preventivo SEO: come si legge, e perché due offerte identiche costano il doppio

Ore, attività, obiettivi, durata. Le otto voci che devono esserci in un preventivo SEO, le tre promesse che fanno scappare e la tabella per confrontare tre offerte.

Un rapporto stampato pieno di grafici a barre appoggiato accanto a un portatile: un preventivo si legge voce per voce

Un preventivo SEO dichiara otto cose: le ore al mese, le attività, le ricerche su cui si punta con volume e difficoltà, la posizione di partenza, che cosa si consegna, chi fa che cosa, la durata minima e il prezzo. Senza ore e senza ricerche dichiarate non è un preventivo.

Se hai due offerte sul tavolo per lo stesso sito e una costa tre volte l'altra, non è perché una delle due sia disonesta. È perché stanno descrivendo due lavori diversi con lo stesso nome, e il documento che hai in mano non te lo dice. Questo articolo serve a farlo dire al documento.

Perché due preventivi per lo stesso sito vanno da 400 a 3.000 euro al mese

Prima dei numeri, da dove vengono. Le fasce di mercato e i costi orari che troverai in questo articolo sono ordini di grandezza ricavati dai preventivi di altri fornitori che i nostri clienti ci passano quando ci chiedono un confronto, aggiornati a ottobre 2026: non sono un listino e non sono una rilevazione statistica. I nostri prezzi, invece, sono pubblicati sul sito e quelli sono certi. Usa le fasce per capire se un'offerta sta dentro o fuori dal mercato, non per stabilire quanto dovrebbe costare il tuo caso.

Tre cose cambiano il prezzo, e nessuna delle tre si vede leggendo l'elenco delle attività.

La prima: quanto contenuto si produce ogni mese. È la voce più costosa in assoluto, perché è ore di scrittura di persone che sanno scrivere. Un'offerta che include quattro articoli al mese e una pagina riscritta costa necessariamente il doppio di una che include «consulenza e monitoraggio», perché la seconda non produce niente che non esista già.

La seconda: se c'è lavoro fuori dal sito. Il tempo speso a far nascere citazioni su altri siti — scrivere alle associazioni, alle redazioni locali, ai fornitori — è lavoro di relazione e costa come tale. Un'offerta che lo contiene parte da una base più alta e dovrebbe dichiarare quante citazioni al mese si aspetta di produrre.

La terza: chi lavora davvero sul progetto. Quattrocento euro al mese comprano poche ore di una persona sola. Tremila comprano le ore di chi scrive, di chi mette mano al sito e di chi legge i dati, e la differenza si vede sui lavori tecnici: un reindirizzamento sbagliato o una velocità da sistemare sono problemi che una persona sola non chiude.

I nostri prezzi sono pubblicati, e li scriviamo qui perché un articolo sui preventivi scritto da chi non espone i propri non vale niente: la SEO locale parte da 400 € al mese, quella completa da 800 €, quella per un negozio online da 1.000 €. La differenza fra le fasce non è il monte ore: è quanto contenuto si produce e quanta autorevolezza si costruisce fuori dal sito. Chiunque ti faccia un prezzo dovrebbe saper dire la stessa frase sul proprio.

Le otto voci che devono esserci

Con accanto un esempio di come va scritta ognuna. Se una voce nel tuo preventivo somiglia alla colonna di sinistra invece che a quella di destra, è lì che va fatta la domanda.

VoceScritta maleScritta bene
1. Ore al mese«Attività continuativa»«12 ore al mese, di cui 6 di scrittura»
2. Attività«SEO on-page e off-page»«2 articoli nuovi, 1 pagina riscritta, controllo tecnico mensile»
3. Ricerche«Parole chiave strategiche»«Le 8 ricerche in allegato, con volume e difficoltà»
4. Posizione di partenzaAssente«Posizione media di oggi per ognuna delle 8, letta in Search Console»
5. Che cosa si consegna«Report periodico»«Rapporto il 5 di ogni mese + chiamata di 30 minuti»
6. Chi fa che cosa«Il nostro team»«Nome e ruolo di chi scrive, di chi tocca il sito, di chi risponde»
7. Durata minima«Da concordare»«6 mesi, con uscita al terzo se le posizioni non si muovono»
8. Prezzo«Su misura»«800 €/mese + IVA, fatturazione mensile»

La voce otto merita una nota. «Su misura» è legittimo prima di aver visto il sito: nessuno può fare un prezzo serio a scatola chiusa. Non è più legittimo dopo, cioè nel documento che ti arriva in seguito alla chiamata e all'analisi. Se dopo l'analisi il prezzo è ancora «su misura», l'analisi non è stata fatta.

Le ore: la voce che manca sempre e cambia tutto

È la voce assente nella quasi totalità dei preventivi italiani, ed è quella che rende possibile confrontarne due. Senza le ore, due documenti con lo stesso prezzo e lo stesso elenco di attività possono contenere lavori che differiscono di quattro volte.

Il conto da fare quando le ore ci sono è immediato: prezzo diviso ore uguale costo orario. Le due soglie che usiamo per leggere quel risultato vengono dai preventivi che vediamo passare, non da un tariffario: sotto i 35 euro l'ora qualcuno sta lavorando sotto costo o il lavoro lo fa una persona diversa da quella che ti sta parlando; sopra i 120 stai pagando una struttura, e può andare benissimo purché si capisca che cosa ti dà. Fra le due c'è la quasi totalità delle offerte serie.

Se le ore non ci sono, la domanda da mandare per email è questa, e va mandata per email perché resti scritta: «quante ore al mese sono previste, e come sono divise fra scrittura, lavoro tecnico e analisi?» Le tre risposte possibili ti dicono tutto. Un numero preciso: bene. Un intervallo: accettabile, significa che il lavoro varia. «Non ragioniamo a ore, ragioniamo a obiettivi»: allora gli obiettivi devono essere scritti nella voce tre con la posizione di partenza, altrimenti è una frase per non rispondere.

Le ricerche dichiarate con volume e difficoltà

Questa è la voce che distingue chi ha guardato il tuo mercato da chi ha mandato un documento uguale per tutti. Un allegato fatto bene ha cinque colonne: la ricerca, le ricerche al mese, la difficoltà stimata, l'intento di chi la digita e la pagina del tuo sito a cui viene assegnata.

Quattro controlli da fare su quell'allegato, nell'ordine. Che le ricerche siano quelle che userebbe un cliente, non quelle del tuo settore: se vendi serramenti e nell'elenco c'è «serramenti», manca tutto il resto. Che ci sia la difficoltà, perché senza quel numero non si sa se la promessa è realistica. Che ci sia la posizione di partenza di ognuna: è l'unico modo per capire, a sei mesi, se è cambiato qualcosa. E che qualche ricerca sia difficile: un elenco in cui tutto ha difficoltà sotto 10 è un elenco costruito per essere vinto facilmente, e quelle vittorie non portano clienti.

Un esempio di che aspetto ha una riga utile, preso dal nostro foglio: «agenzia link building — 590 ricerche al mese, difficoltà 11, intento commerciale, da assegnare alla pagina del servizio». Volume alto, concorrenza quasi assente, e chi la digita sta comprando. Una riga così, in un allegato, vale più di tre pagine di premesse. Se ti servono i criteri per leggere quelle righe da solo, li abbiamo messi nella guida su quando serve una consulenza SEO e cosa può fare.

Le tre promesse che fanno scappare

Primo posto garantito. Le posizioni le decide Google e nessun fornitore ha accesso a quella decisione. Chi lo garantisce sta facendo una delle due cose: ti porterà primo su una ricerca che nessuno cerca — il nome della tua azienda, o una frase di sei parole — oppure sa che smetterai di controllare. La nostra risposta a questa domanda, pubblicata sul sito da prima che ce la facesse qualcuno, è «no, e diffida di chi lo fa».

Risultati in un mese. Il primo mese serve a capire che cosa c'è e a sistemare i problemi che bloccano. Se le posizioni salgono in trenta giorni è perché erano ricerche quasi vinte e bastava una correzione: buon lavoro, ma non è il risultato del lavoro, è l'arretrato. I tempi veri, quelli che scriviamo noi nei preventivi: primi movimenti nelle posizioni a tre mesi, richieste a sei.

Prezzo fisso senza aver visto il sito. Un prezzo al telefono, prima di aver guardato quante pagine hai, se il sito è veloce, se Google lo indicizza e che cosa c'è già scritto, è un prezzo che tiene dentro un margine per l'ignoto. Quel margine lo paghi tu. La sequenza corretta è: analisi, poi prezzo. La nostra richiesta di preventivo parte infatti da un'analisi gratuita, e il documento resta tuo anche se poi non lavoriamo insieme — è una condizione da chiedere a chiunque, perché separa chi vuole il lavoro da chi vuole la firma.

Durata minima: perché sei mesi non sono una fregatura

Il vincolo di durata sembra la clausola che protegge il fornitore, e in parte lo è. Ma c'è una ragione tecnica, e si può verificare: fra il momento in cui una pagina viene pubblicata o riscritta e il momento in cui Google decide che posizione darle passano settimane. Googlebot deve ripassare, confrontare la pagina con le altre, vedere se chi arriva ci resta. Un lavoro interrotto al secondo mese non viene misurato: viene abbandonato prima del risultato.

I tempi veri su un progetto nostro, con la fonte, perché qui i numeri contano più delle spiegazioni. Per una scuola di alta formazione sul turismo abbiamo costruito sito, contenuti e campagne. Su sedici mesi, Search Console registra 59,7 mila clic organici, 1,34 milioni di impressioni e una posizione media di 8,7 sulle ricerche presidiate; insieme ad advertising e social, quel sistema ha raccolto oltre 2.000 candidature per il biennio 2025/2026. Fonte: Google Search Console sugli ultimi sedici mesi e report interno delle campagne.

Sedici mesi, non tre. È il numero che un fornitore onesto ti mette davanti quando chiedi quanto tempo serve, e la clausola giusta non è «nessun vincolo»: è un vincolo con una via d'uscita misurabile. La formula da chiedere è sei mesi con verifica al terzo: al terzo mese si guardano insieme le posizioni delle ricerche in allegato, e se nessuna si è mossa si può chiudere con un preavviso. Chi lavora bene accetta, perché al terzo mese qualcosa si è mosso.

Che cosa si consegna ogni mese

Una consegna fatta bene sta in due pagine e contiene quattro cose: le posizioni delle ricerche concordate con il confronto sul mese prima, l'elenco degli interventi fatti con il nome della pagina su cui sono stati fatti, le richieste arrivate dal sito, e che cosa si farà il mese prossimo.

Quello che non deve contenere, e che riempie la maggior parte dei rapporti che vediamo: grafici del traffico complessivo senza distinguere chi ha cercato il nome dell'azienda da chi no, punteggi inventati dagli strumenti, schermate di pannelli senza una frase che dica cosa significano, e la parola «miglioramento» senza un numero accanto.

Il controllo che smaschera un rapporto gonfiato è uno: cerca la colonna dei clic che non arrivano dal nome della tua azienda. Se un sito riceve cento visite da Google e ottanta sono di persone che hanno digitato il nome dell'azienda, quelle ottanta avrebbero trovato il sito comunque. Sul nostro sito, su 421 clic in tre mesi, 303 erano su ricerche che non contenevano la parola Moviweb: è quel secondo numero che misura il lavoro, e si legge in Search Console con un filtro. Se nel rapporto che ricevi quella distinzione non c'è, chiedila: è un filtro, non un'analisi aggiuntiva.

Quando conviene pagare a risultato, e quando no

Pagare a risultato sembra la soluzione a tutti i problemi di questo articolo: niente ore da controllare, si paga quello che arriva. Funziona in un caso solo, e fuori da quel caso crea danni.

Funziona quando il risultato è una richiesta tracciata, il tracciamento è installato e verificato prima di partire, e si è d'accordo su che cosa vale una richiesta. Tipicamente su un negozio online, dove l'ordine è un numero che nessuno può interpretare. In quel caso il fornitore corre, e corre nella direzione giusta.

Non funziona quando il risultato è una posizione, perché le posizioni si scelgono: si punta sulle ricerche facili, si incassa il premio e il tuo mercato resta scoperto. Non funziona se il tracciamento non c'è, perché si litiga su quante richieste siano arrivate. E non funziona nei primi mesi di un progetto, perché il lavoro tecnico e la riscrittura delle pagine non producono una richiesta misurabile il mese in cui si fanno, e nessuno lavora gratis per quattro mesi: chi accetta quelle condizioni le recupera tagliando il lavoro che non si vede.

La forma mista è quella che regge: un canone che copre le ore, più un premio sulle richieste oltre una soglia concordata. E prima di discuterne, si installa il tracciamento e si guarda un mese di dati senza toccare niente: senza un punto di partenza, qualunque numero del quarto mese sarà un merito per uno e un caso per l'altro.

La tabella per confrontare tre preventivi

Da copiare su un foglio e riempire con i tre documenti aperti davanti. Le righe vuote sono già una risposta: se un fornitore lascia vuote quattro righe su nove, non serve leggere il prezzo.

Riga da riempireOfferta AOfferta BOfferta C
Prezzo mensile + IVA
Ore al mese dichiarate
Costo orario (prezzo diviso ore)
Contenuti nuovi al mese
Ricerche in allegato con volume e difficoltà
Posizione di partenza dichiarata
Nome e ruolo di chi lavora
Durata minima e condizioni di uscita
Che cosa arriva ogni mese, e quando

Un consiglio sull'uso: non assegnare punteggi. Scegli guardando la riga delle ricerche in allegato, perché è l'unica che non si può scrivere senza aver lavorato sul tuo caso. Il prezzo si negozia, le ore si chiariscono, un allegato che dimostra di aver guardato il tuo mercato non si improvvisa in mezz'ora.

Un'ultima avvertenza sul confronto, perché è l'errore che costa di più: non scegliere l'offerta più economica se è l'unica senza le ore. Nei nove casi su dieci che abbiamo visto, quel preventivo costava meno perché conteneva meno lavoro, non perché il fornitore fosse più efficiente — e il meno si concentra sempre sulla stessa voce, i contenuti, che è l'unica che produce risultato. Se due offerte hanno lo stesso prezzo e una dichiara dodici ore e l'altra niente, la seconda non è più economica: è la stessa cifra per un lavoro che non sai quanto sia grande.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Quanto costa la SEO al mese?

I nostri prezzi, pubblicati: la SEO locale parte da 400 € al mese, quella completa da 800 €, quella per un negozio online da 1.000 €. Le offerte serie che vediamo passare sul mercato italiano stanno fra i 400 e i 3.000 euro al mese — è un ordine di grandezza ricavato dai preventivi che i clienti ci passano, aggiornato a ottobre 2026, non un listino — e la differenza sta in quanto contenuto si produce, non nel numero di attività elencate.

Un preventivo SEO senza le ore è sempre da scartare?

Non sempre, ma le ore vanno chieste per email prima di firmare. Se la risposta è che si ragiona a obiettivi e non a ore, allora gli obiettivi devono essere scritti: le ricerche, la loro posizione di partenza e la data in cui si verifica.

È normale che chiedano sei mesi di impegno?

Sì, perché fra la pubblicazione di una pagina e il giudizio di Google passano settimane e un lavoro interrotto al secondo mese non viene misurato. Quello che va chiesto è la verifica al terzo mese sulle posizioni concordate, con la possibilità di chiudere se non si sono mosse.

Posso pagare solo a risultato?

Conviene a entrambi solo se il risultato è una richiesta o un ordine tracciato, con il tracciamento installato e verificato prima di partire. Sulle posizioni non conviene a te: si scelgono le ricerche facili, si incassa il premio e il mercato che ti interessa resta scoperto.

Che differenza c'è fra un preventivo SEO e un'analisi SEO?

L'analisi guarda il sito e dice che cosa c'è da fare e in che ordine; il preventivo dice chi lo farà, in quante ore e a che prezzo. L'analisi viene prima, e la nostra è gratuita: un preventivo scritto prima dell'analisi contiene un margine per l'ignoto che paghi tu.

Devo dire il mio budget quando chiedo un preventivo?

Conviene, come fascia e non come cifra esatta. Serve a capire subito se si può fare il lavoro che ti serve con quei soldi: un fornitore che sa di avere 500 euro al mese ti dirà quali due cose si fanno invece di proporne otto e farne tre.

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