Sapete qual è la regola aurea del social network da qualche anno a questa parte? Ve la diciamo noi: se vuoi catturare l’attenzione del pubblico, devi servire un conflitto.
Il “dissing”, l’attacco frontale tra creator, la polarizzazione tra fazioni avverse sono il carburante preferito di algoritmi affamati di interazioni vuote.
Per anni, la narrazione mediatica italiana ha provato ad applicare questo schema anche a due delle più grandi pioniere della bellezza e dell’imprenditoria digitale in Italia: Clio Zammatteo (ClioMakeUp) e Cristina Fogazzi (l’Estetista Cinica). Due regine dello stesso regno, il beauty made in Italy, fatalmente dipinte come nemiche giurate, pronte a sottrarsi quote di mercato a colpi di mascara e bende drenanti.
A giugno 2026, però, lo scenario è radicalmente cambiato. Con una mossa congiunta che ha conquistato la copertina di Vanity Fair, le fondatrici di ClioMakeUp e VeraLab hanno annunciato la nascita della “Beauty League”: un progetto collaborativo che debutta l’8 giugno con una miniserie YouTube e un esclusivo kit labbra co-branded.

Foto: Vanity Fair
Anatomia di una rivalità
Per comprendere la portata di questa collaborazione, bisogna fare un passo indietro. La “faida” tra Clio e la Cinica non è mai stata una rissa da bar digitale, ma piuttosto una fredda distanza amplificata dalle rispettive community e da momenti di fortissima tensione industriale.
La scintilla scoccò nel marzo 2023, quando Clio Zammatteo si lasciò andare a uno sfogo storico e doloroso in video, denunciando la tossicità del mondo del beauty influencer marketing, ormai dominato da dinamiche aggressive, recensioni prezzolate e una competizione spietata che metteva a rischio la salute mentale dei creator.
Poche ore dopo, Cristina Fogazzi rispose pubblicamente con la sua caratteristica dose di pragmatismo bresciano: “I social sono aggressivi, ma io me ne frego. Se avessi dato retta a tutto, avrei già smesso di lavorare”.
Quella che era un’analisi su due modi diversi di reagire alla pressione mediatica venne immediatamente etichettata dai media e dai follower come un dissing geopolitico tra la fazione “buona e sensibile” di Clio e quella “cinica e corazzata” di Cristina.
Dietro i post poi, c’era il mercato: VeraLab che conquistava la Rinascente e fatturati da capogiro, ClioMakeUp che ristrutturava la propria rete retail, due imperi cresciuti parallelamente nell’era del “fai da te” digitale, quando mettersi davanti a una telecamera era ancora un gesto punk, e improvvisamente costretti a spartirsi lo stesso palcoscenico in un web sempre più saturo.
“Là fuori è diventato Hunger Games”: la svolta post-Pandorogate
A unire i due poli è stata, ironia della sorte, la crisi sistemica del modello stesso dell’influencer marketing tradizionale. Lo tsunami del “Pandoro-gate” ha ridefinito le regole del gioco in Italia, spogliando il settore di quella patina di intoccabilità e lasciando spazio a una ferocia digitale senza precedenti.
Il cosiddetto “Pandorogate” è esploso alla fine del 2023, quando una campagna promozionale legata a un pandoro firmato da Chiara Ferragni finì al centro di un’indagine per pratica commerciale scorretta. Il caso aprì un dibattito nazionale sulla trasparenza delle collaborazioni tra influencer e brand, segnando uno spartiacque per l’intero settore della creator economy.
Nell’intervista doppia rilasciata per il lancio della Beauty League, le due imprenditrici hanno usato parole speculari per descrivere lo weltanschauung attuale. “Se avessi vent’anni oggi, non reggerei il colpo”, ha ammesso Clio, ricordando il peso degli hater. “Per me è lo stesso, là fuori è diventato Hunger Games”, le ha fatto eco la Cinica.
Di fronte ad un’arena digitale che si nutre della distruzione delle icone pubbliche, portare avanti una narrazione di rivalità femminile sarebbe stato un gioco al massacro distruttivo per entrambe.
La scelta di allearsi nasce dalla consapevolezza che l’industria della bellezza e più in generale il mercato della comunicazione, ha bisogno di un nuovo paradigma basato sulla solidarietà reale, non sulla competizione tossica.
Perché la “Beauty League” è una strategia di comunicazione vincente
Da un punto di vista puramente strategico, la collaborazione tra VeraLab e ClioMakeUp è un capolavoro di marketing B2B e B2C per tre ragioni fondamentali:
1. La complementarietà perfetta dei Brand: Clio è l’autorità indiscussa del colore, del trucco, del tutorial che esalta la bellezza del volto. La Cinica è la regina dello skincare, del trattamento corpo, della lotta alla ritenzione idrica vissuta con autoironia. Unire le forze in un kit co-branded (la combo perfetta labbra-skincare) non cannibalizza i rispettivi cataloghi, ma crea un cross-selling ad altissimo potenziale terapeutico per le casse di entrambe le aziende.
2. Il superamento delle Vanity Metrics: Questo progetto dimostra empiricamente quanto analizzato nel trend della post-viralità. Clio e Cristina non cercano il click facile della polemica; cercano la conversione qualitativa. Unendo le loro community (milioni di utenti fidelizzati e altospendenti), creano un ecosistema chiuso, protetto dalle oscillazioni degli algoritmi di TikTok o Instagram.
3. L’autenticità contro la perfezione tossica: Entrambe le fondatrici hanno costruito il proprio successo sul rifiuto dei filtri irrealistici. Vedere le due pioniere del web italiano fare squadra per ribadire che “sulla grassofobia e sulle insicurezze si regge un’intera industria” sposta il focus della comunicazione dall’estetica all’etica.

Foto: Vanity Fair
Oltre il genere: allearsi da donne e da imprenditrici
La vera vittoria di questa operazione, tuttavia, risiede nel messaggio culturale. Per decenni, il patriarcato industriale ha raccontato la leadership al femminile come un gioco a somma zero, nel senso che può esserci una sola regina nel castello, e per governare deve eliminare la concorrenza delle altre.
Clio Zammatteo e Cristina Fogazzi hanno preso questo vecchio spartito e lo hanno stracciato in diretta nazionale. Dimostrano che due donne di quarant’anni, madri, manager e pioniere del proprio settore, possono guardarsi negli occhi, riconoscere le proprie fragilità di fronte alla giungla dei social e decidere che fare squadra è infinitamente più redditizio e sano, che farsi la guerra.
Mentre i guru del marketing continuano a spiegare come ottimizzare i micro-trend per fare visualizzazioni, la Beauty League dimostra che la risorsa più scarsa e preziosa del web rimane una sola: la fiducia del pubblico. E la fiducia si costruisce con la sostanza, l’empatia e l’intelligenza strategica di saper dire di no al teatrino del dissing.
A oggi sappiamo se il progetto di Clio e dell’Estetista Cinica rappresenti un caso isolato o il primo tassello di una nuova stagione di grandi collaborazioni strategiche tra i big dell’imprenditorialità digitale italiana
Una cosa è certa: il marketing del futuro passerà sempre meno dal conflitto e sempre più dalla costruzione di valore condiviso. Se vuoi restare aggiornato sui trend che stanno cambiando la comunicazione digitale, continua a seguirci sul nostro blog!


